Organizzazione aziendale: una semplice questione di equilibrio

Dal documentario Perfect, dedicato alla squadra di nuoto sincronizzato canadese

Il lavoro di consulenza che ci vede impegnate a fianco delle aziende è una fucina di esperienze e riflessioni che usiamo per migliorare il nostro approccio e quindi i risultati per i nostri clienti. In questa scuola continua ci siamo convinte dell’utilità di lavorare sui ruoli occupati dai dipendenti, pur avendo la nostra consulenza come obiettivo primario quello dello sviluppo commerciale. Il perché sta nel concetto di ruolo e nel suo legame con quello di organizzazione e vogliamo condividerlo qui con voi.

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Vendere 2.0 si presenta alla Fiera del Lavoro “Ricomincio Da Me”

Vendere 2.0 si presenta a Ricomincio Da Me, la Fiera del Lavoro e delle Opportunità in programma a Modena nel weekend del 13 e 14 febbraio 2016.

Il team di Vendere 2.0, una rete solidale di lavoro indipendente nata a settembre 2014, è composto da 4 libere professioniste che hanno deciso di mettersi a disposizione alle piccole e medie imprese locali per supportarle a rilanciarsi commercialmente sul proprio mercato.

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venditore perfetto

Le caratteristiche del venditore perfetto.

Chissà quante volte avrete sentito parlare di come diventare venditori vincenti.

Noi andiamo oltre: vi vogliamo dire come si fa a diventare VENDITORI PERFETTI.

[ Premessa: non è quello che pensate. ]

Niente show. Niente meccanismi freddi e ripetitivi. Niente denti splendenti o porta biglietti da visita in silver plated. Niente fiumi di parole.

La prima cosa è che dovete essere voi stessi.

Ma nella versione più evoluta di voi stessi: voi stessi con una marcia in più.

Cosa fa un venditore perfetto?

Primo: fa domande intelligenti.

Un venditore perfetto conosce il proprio cliente, i suoi bisogni e il suo budget. E anche le sue abitudini, le sue tempistiche e i suoi obiettivi.

Secondo: ascolta molto attentamente.

Le domande intelligenti servono ad ottenere risposte molto utili, che vanno ascoltate e registrate per bene nel file del cliente. Perché quello che state così costruendo non è solo una vendita, ma un rapporto di fiducia che può continuare per molto tempo.

Terzo: è pieno di risorse

Vendere non è una scienza esatta: è un’arte. Le vendite non sono mai lineari. Per questo il venditore perfetto ha un pensiero flessibile che lo aiuta in qualsiasi momento a trovare modi per superare le obiezioni del cliente e rimediare agli eventuali errori. Problem solver sia per il cliente che per se stessi e il proprio lavoro.

Quarto: ha l’atteggiamento giusto.

Vendere è ricevere porte in faccia un giorno sì e l’altro anche, fino a che non trovate la giusta combinazione tra i bisogni del cliente, la capacità del vostro prodotto di rispondere a quei bisogni e il momento giusto per la vendita. Chi si ferma, è perduto. Quindi: un sorriso per ogni no e continuare con quello a cercare clienti.

Quinto: ottiene risultati.

Un venditore che fa domande intelligenti, che ascolta molto attentamente, che è pieno di risorse e che ha l’atteggiamento giusto è quello perfetto. Perché sicuramente ottiene risultati, cioè vende. E anche tanto. E può dimostrare i suoi successi sulla base di numeri certi.

Secondo noi, ci sono molti più venditori perfetti nel mondo rispetto a quello che si pensa.

Scommettiamo?

…aggratis, no grazie!

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Viviamo in un’epoca low cost.

Non solo per il fatto che internet ha contribuito a velocizzare e rendere più facile la nostra vita sotto tanti aspetti, ma anche perché ha permesso di ridurre i costi di tante operazioni che un tempo dovevano essere pagate a più alto prezzo.

Tutti contenti quindi? No.

 

Vivendo un abbassamento generale dei prezzi medi di mercato nella maggior parte dei settori – ma non del costo della vita – sembra che tutto debba costare di meno. In realtà il low cost non si può applicare a tutto. Ci sono arti e mestieri, e soprattutto qualità di lavoro, di esecuzione, di servizio al cliente e di materiali, che è giusto pagare, laddove se ne è capaci di dimostrare il valore.

Pare però che in molti non siano ben coscienti di quanto costa il pane, un metro quadro di casa nel nostro Comune, un pieno di carburante, il tasso di interesse: come si può quindi essere capaci di stimare il valore di un’ora del tempo di un professionista?

Considerando che è con questo che abbiamo quotidianamente a che fare, è proprio sul nostro valore e sulla sua corretta espressione che dobbiamo puntare.

Il nostro Paese ha vissuto decenni di benessere e di grande attrazione economica basati sulla svalutazione della nostra vecchia valuta. Ora non è più così, ma sembra proprio che l’idea di svalutazione, di poca attenzione alla valutazione di qualsiasi cosa ci passi sotto il naso ci sia rimasta appiccicata addosso.

Prima di tutto occorre chiedersi: possiamo realmente servire qualunque cliente?

Anche quelli che non sembrano essere in grado di giudicare il valore di quello che facciamo?

Per esperienza diretta, dico: assolutamente no. A meno che non si differenzi il servizio o l’attività anche in base a questo parametro, offrendo qualcosa a valore ridotto a chi non è capace di godere del vero valore del nostro lavoro.

Ecco perché occorre conoscere bene il mercato a cui ci rivolgiamo anche sotto questo aspetto. E se decidiamo che la nostra differenziazione passa per la qualità del lavoro che offriamo, allora sarà il caso di cambiare il nostro target.

Vendere 2.0 ti supporta in queste analisi e ti aiuta a riconoscere il valore del tuo lavoro e posizionarlo nel modo giusto nel tuo mercato

Serve aiuto?

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